Villa San Vito è un piccolo insediamento di altura affacciato sulla valle del Tronto, a breve distanza da Acquasanta Terme. La sua posizione, su un pianoro servito da antiche mulattiere che collegavano Quintodecimo, Morrice e la Salaria, spiega la continuità di vita del borgo: qui passavano uomini e merci (castagne in primis), e il tessuto edilizio conserva ancora oggi l’impronta di quel traffico silenzioso.
Il nucleo medievale è leggibile nei vicoli stretti e nelle case in pietra, ma è soprattutto tra XVI e XVII secolo che il paese “firma” se stesso: portali e architravi in travertino recano date e iscrizioni (1518, 1562, 1564 ca.) e una qualità di scultura che rimanda a botteghe locali influenzate da maestranze lombarde. Ricorrono cornici marcapiano, mensole a forma di grifone e archi ribassati; elementi analoghi si riconoscono nei centri vicini della valle, segno di una stagione costruttiva condivisa.
La chiesa di San Biagio, attestata almeno dal 1413, è il cuore storico e identitario. A navata unica, con piccolo rosone e architrave in arenaria scolpito con il santo benedicente, custodisce all’interno un altare in travertino, nicchie devozionali e un affresco con Madonna col Bambino; un’altra grande tela mariana, oggi bisognosa di restauro, domina la parete d’ingresso. All’esterno colpiscono la semplicità delle forme e, sul retro, un’apertura circolare anomala, forse legata a funzioni difensive o liturgiche minori, che racconta l’adattamento dell’edificio nel tempo.
Tra tardo Medioevo ed età moderna Villa San Vito raggiunge il suo momento di maggiore vitalità: lo testimoniano la densità delle lavorazioni in pietra, le logge, le feritoie e le monofore tamponate che affiorano nelle murature. La rete di sentieri – percorsa “all’alba” per gli scambi con Quintodecimo – cuciva il borgo al sistema economico montano (legno, castagneti, pascoli) e ai mercati di fondovalle. Ancora nell’Ottocento il paese mantiene autonomia e un’ossatura sociale compatta; poi il Novecento porta rarefazione demografica, ma lascia intatto un patrimonio diffuso di manufatti lapidei e un impianto urbano integro.