Chiesa della Maddalena

FullSizeRender (2)Tra Via Roma e piazza Emidio Collina troviamo, quasi inaspettatamente, la Chiesa della Santa Maddalena, di origine medievale, ma ampliata e modificata nei secoli successivi. La facciata, esteticamente semplice, lineare e composta da un portale in travertino ed una finestra, è frutto di numerose trasformazioni, dovute soprattutto alle modifiche viarie, della vecchia Via Salaria. L’interno è composto da una singola navata a pianta rettangolare con cappelle laterali, una volta allegramente arricchite con decori e dipinti che ora troviamo vuote o con lapidi funerarie; infondo vediamo abside con pianta semicircolare, di cui si ha traccia anche all’esterno, alla destra di piazza Angela Latini.

Inizialmente faceva parte di un complesso monastico, con annesso ospitale per la cura dei malati e degli orfani, di cui abbiamo testimonianza grazie all’interessante affresco che ritrae un malato nell’atto di invocare le Sante Maria ed Elisabetta con in braccio i piccoli Gesù e Giovanni Battista, per la propria guarigione attraverso la salubrità dell’aria e la santità dell’acqua.

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Il periodo di massimo splendore della Chiesa si ha nel XVII secolo, quando divenne una delle più rinomate abbazie dipendenti dall’Abbazia di Farfa, che dominando tutto il centro Italia, è un’importante testimonianza del Medio Evo, svincolata dal controllo pontificio ma vicinissima alla Santa Sede.

La storia di questo edificio, si arricchisce ulteriormente nel 1861, quando le truppe piemontesi ne fecero quartier generale, durante la loro permanenza nel periodo di lotta al brigantaggio, che qui trova punto di riferimento, visto che numerosi briganti erano già presenti nel ‘500 e furono repressi violentemente solo nel periodo antisabaudo.