Due anni di ricerche tra le fonti archivistiche, tra i giornali e le riviste dell’Ottocento e del Novecento…
Due anni di sopralluoghi nei 1 7 Comuni del Bim per scovare vecchie foto, testimonianze spesso sbiadite, angoli dimenticati…
Ho compiuto un vero e proprio “pellegrinaggio” del corpo e dell’anima per scoprire e far scoprire una porzione importante del nostro Piceno, attraverso il prezioso aiuto dei cinque sensi:
– un viaggio attraverso i secoli, per “ascoltare” storie, leggende, proverbi e stornelli che ogni comunità tramanda da secoli;
– un viaggio attraverso i luoghi, per “vedere” e ammirare i variopinti colori della natura e le secolari forme del paesaggio antropizzato;
– un viaggio tra le feste e le fiere di ieri e di oggi, per tentare di “annusare’ idealmente gli odori del mare, della terra, dell’orto, delle fiere e dei mercati, e perfino dei profumati fiori campestri che accompagnavano le tante liturgie sacre e profane nel corso del ciclo dell’anno e del ciclo della vita;
– un viaggio attraverso i sapori, per “gustare” i prodotti tipici di ogn angolo del territorio, nella convinzione che ogni sapore nasconde un sapere;
– un viaggio attraverso gli antichi mestieri, per “toccare” con mano gli arnesi e il sudore di ogni lavoratore della terra picena, “visitando” le antiche botteghe artigiane e commerciali dei borghi e le prime rudimentali fabbriche della città.
Due anni, dunque, che mi hanno arricchito enormemente, soprattutto da un punto di vista umano. Ho visitato piccole chiese dimenticate, sorgenti nascoste, borghi abbandonati, piazze ancora affollate…
Ma soprattutto sono entrata in moltissime case, nella quotidianità delle famiglie, sperimentando la riservatezza e ancor di più l’ospitalità delle generazioni che ci hanno preceduto.
Se è vero che ognuno di noi è legato maggiormente a quei luoghi in cui ha vissuto emozioni, ha intessuto relazioni sociali, ha collezionato ricordi, allora posso affermare senza ombra di dubbio di aver creato un rapporto speciale con ognuno dei 17 Comuni del Bim: a ciascuna di essi ora mi lega non solo il “filo” della mia memoria, ma anche quello di ogni testimone di “carne” o di “carta” incontrato. Ai miei ricordi si sono aggiunti i loro, ed il filo è diventato un prezioso intreccio di straordinaria fattura chiamato “comunità”, o meglio “memoria della comunità”.
Ma il viaggio non è concluso… e questo libro è solo una breve sosta alla stazione di posta.
Gabriella Piccioni
Carnevale degli Zanni – pp. 139, 140, 141;
Acquasanta Terme – pp. da 485 a 503;
Pito di Acquasanta Terme – pp. 495, 496.
Autrice: Gabriella Piccioni
Editore: BIM Tronto