La Chiesa di San Giovanni Battista, situata nel cuore del borgo di Acquasanta Terme, è un edificio dalla storia pluricentenaria, stimata dagli studiosi in circa dieci secoli di vita. Nel corso del tempo ha subito numerosi interventi, modifiche e restauri, ma conserva ancora oggi importanti tracce architettoniche delle sue fasi costruttive antiche, ben visibili soprattutto sul lato nord, dove permangono segni evidenti di ingressi originari ormai murati.
L’aspetto esterno è semplice ed essenziale: il portale principale presenta un timpano privo di decorazioni e l’epigrafe “RENOVATA ET DEDICATA A.D. MDCCCXCV”, che ricorda il restauro e la dedicazione avvenuti nel 1895.
L’interno, a navata unica, sorprende per la ricchezza decorativa: volta, abside e pareti sono interamente affrescate e ornate. L’edificio ospita diverse cappelle laterali contenenti opere di pregio. Tra queste spiccano due dipinti del primo ’900, La Madonna del Rosario e La Madonna di Loreto, realizzati da G. Cantalamessa, pittore e critico d’arte ascolano dell’Ottocento.
Di particolare interesse è anche il piccolo tabernacolo posto dietro il grande crocifisso sull’altare: al suo interno è custodita una reliquia di San Giovanni Battista, tradizionalmente legata a un curioso episodio di “trafugamento” da parte dei papalini acquasantani a danno dei vicini abruzzesi, ma in realtà giunta in loco alla fine del Seicento.
Merita attenzione la cantoria con l’organo di scuola veneto-marchigiana, opera dell’organaro Giovanni Paci (junior), appartenente a una famiglia che tra Ottocento e primo Novecento realizzò oltre quindici organi per la provincia di Ascoli.
Sulla parete nord si conserva inoltre una notevole serie di elementi decorativi provenienti da un baldacchino del XVI secolo, molto simile a quello presente nella chiesa di San Lorenzo a Pagese, e accostabile anche alla tradizione della chiesa di Santa Maria di Pomaro.
Sull’altare maggiore si trova un dipinto raffigurante la Madonna con Bambino, San Giovanni, San Sebastiano e Santa Maria Maddalena: si tratta di una copia sette-ottocentesca dell’originale del XVI secolo di Cola dell’Amatrice, oggi conservato presso la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno (dal 1973).
Foto di repertorio Stefano Albanesi
Descrizione tratta dal testo di Cristiano Pesci