Quintodecimo è uno dei borghi storici più affascinanti del territorio di Acquasanta Terme, situato a 440 metri di altitudine e documentato come libero comune fino al 1865. Le sue origini sono antichissime: la prima attestazione ufficiale compare già nel 1052, in una bolla di Papa Leone IX, e le ricerche storiche individuano il periodo di massimo splendore nel XIV secolo.
Il toponimo “Quintodecimo” deriva dalle quindici miglia romane che lo separano da Ascoli Piceno, confermate da un bellissimo tratto di muretto romano ancora visibile in contrada Fonticelle. Nel Medioevo il borgo prospera al punto da generare notai e cavalieri che compaiono negli archivi di Firenze e nei documenti farfensi, come il notaio Cichus Francisci Rodulfi de Quintodecimo e i cavalieri Giovanni, Paolo e Antonio Quintodecimo (1419).
Nel 1377 il paese è citato negli Statuti di Ascoli come castello indipendente, con l’obbligo di presentare un palio di seta durante la festa di Sant’Emidio. Nei secoli successivi la sua posizione strategica, sul confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie, lo rende teatro di scontri, in particolare durante il Risorgimento (1861) e negli eventi dolorosi del 1948, quando il crollo del teatrino filodrammatico causò vittime e feriti.
Entrando nel borgo si incontra una trama fitta di vicoli, portali scolpiti, architravi datati e affacci panoramici che ancora oggi restituiscono la struttura urbana riportata fedelmente nel catasto del 1805, suddiviso nelle contrade del Ponte, Forcella, Piazza e San Giacomo.
La Chiesa del SS. Crocifisso, posta nella parte alta del paese e raggiungibile tramite una lunga scalinata, è il monumento più rappresentativo: costruita in pietra arenaria, conserva un magnifico portale del 1562, attribuito allo stesso maestro che lavorò alla chiesa di San Martino. All’interno custodisce un crocifisso ligneo del XV secolo e una volta a crociera decorata con i quattro Evangelisti del XVI secolo. Numerosi gli ex voto, testimonianza di una devozione antica e radicata.
Di rilievo anche il campanile a torre, eretto nel 1884, e la “palombara”, uno degli edifici più antichi del borgo, caratterizzato da una finestra strombata in travertino e da volte interne a crociera, probabilmente resti delle fortificazioni medievali.
Passeggiando per il centro si incontrano architravi del 1580, del 1654 e del 1505, ancora perfettamente leggibili. Salendo invece fino alla croce panoramica che domina il paese, la vista ripaga la fatica con un colpo d’occhio completo su tutta la valle.
Quintodecimo è oggi un piccolo borgo, ma conserva una densità sorprendente di storia, architettura e memorie, perfettamente incastonate nel paesaggio dell’Appennino ascolano.