Tappa intensa e panoramica del Grande Anello dei Borghi Ascolani, quasi interamente nel territorio di media montagna dell’Acquasantano e dell’ascolano.
Da Valledacqua a Coperso, lungo la storica via del brigantaggio, il percorso attraversa boschi, borghi e gole fluviali toccando San Gregorio, patria del brigante Giovanni Piccioni, e la suggestiva Valle del Castellano, fino ai panorami del lago di Talvacchia e della strategica Rosara.
Un cammino da vivere con una guida ambientale, per coglierne i molteplici aspetti naturalistici, storici e culturali e per incontrare le persone del posto, custodi di storie autentiche e uniche come il territorio che le accoglie.
La sesta tappa del Grande Anello dei Borghi Ascolani parte dal silenzio antico dell’Abbazia di San Benedetto in Valledacqua, luogo di pace fondato dai monaci di Farfa tra boschi e sorgenti. Il cammino si stacca dal monastero e scende verso la Valle del Castellano, seguendo un percorso che alterna la quiete dei boschi alla forza del fiume, che qui si insinua tra le arenarie della Laga e i calcari dei Monti Gemelli.
Tra le prime radure si raggiunge San Gregorio, borgo leggendario legato al nome di Giovanni Piccioni, il più celebre brigante del Piceno. Contadino e rivoluzionario, Piccioni guidò una delle bande del brigantaggio politico preunitario, opponendosi all’annessione del Regno delle Due Sicilie. In queste montagne trovò rifugio e sostegno, in un territorio solidale con i ribelli e diffidente verso ogni potere lontano.
Per un breve tratto, l’itinerario segue la storica via del brigantaggio, un’antica mulattiera che collegava San Gregorio alle zone di Tallacano, Montegallo e alla Valle Castellana, attraversando confini e destini. Oggi, quel sentiero è diventato un percorso della memoria, dove il viandante ritrova il senso più profondo del camminare: riconnettersi alla storia, ai luoghi e alle persone che li hanno abitati.
Dal borgo il tracciato prosegue in quota, offrendo vedute spettacolari sulla Valle del Castellano, con i suoi versanti boscosi e i piccoli casali incastonati tra le rocce. A Talvacchia, l’orizzonte si apre sul grande invaso del lago artificiale, creato negli anni Sessanta con la diga che sbarrò il corso del fiume: oggi un paesaggio sospeso tra natura e ingegno umano, dove regnano il silenzio e i riflessi verdi dell’acqua.
L’ultima parte del percorso segue crinali dolci e campi coltivati, con il Monte Ceresa alle spalle e la valle di Ascoli che si apre all’orizzonte. Il cammino termina nei borghi di Coperso e Rosara, dove il ritmo del viaggio si fa lento e la vista abbraccia l’intero Piceno, dalle colline ai Sibillini.
Una tappa lunga e densa di emozioni: dal raccoglimento del monastero alla memoria del brigantaggio, fino ai panorami aperti della valle, il cammino è un invito a scoprire la natura e la storia più autentica dell’Appennino ascolano.
Partenza: Abbazia di San Benedetto in Valledacqua
Arrivo: Coperso / Rosara
Distanza: 17,9 km
Dislivello positivo: +640 m
Dislivello negativo: –610 m
Altitudine massima: 1.070 m
Tempo medio di percorrenza: 5 ore
Difficoltà: E (escursionistica)